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Primo diventa madia: Dieffebi e 967arch portano il “mood” domestico nel sistema di contenimento

Primo diventa madia: Dieffebi e 967arch portano il “mood” domestico nel sistema di contenimento
Ottobre 22, 2026
Il progetto firmato 967arch per Dieffebi si trasforma e conquista nuovi spazi, mantenendo intatte essenzialità e versatilità. Ci sono oggetti progettati per un ambiente specifico che, con il giusto ripensamento, scoprono di poter vivere ovunque. È il caso di Primo, il sistema di contenimento modulare disegnato da 967arch per Dieffebi, che nella sua ultima versione diventa madia, un arredo dal carattere più caldo e domestico.
Un’anima in metallo, un guscio in legno
La base è quella che ha reso riconoscibile il progetto: una struttura in lamiera riciclabile, solida e leggera dal punto di vista visivo, che dà forma a un sistema modulare pensato per adattarsi a esigenze diverse. A cambiare è il modo in cui Primo si presenta: le ante battenti sono realizzate in pannelli di legno agglomerato e MDF, che trasformano l’impianto tecnico dell’originale in un mobile da vivere.
Il materiale fa la differenza
Il vero protagonista della nuova versione è il materiale delle ante. È colorato in pasta con pigmenti atossici, quindi la tinta attraversa l’intero spessore del pannello invece di fermarsi alla superficie. Il risultato è un aspetto opaco e caldo, con una texture piacevolmente disomogenea che sfugge alla perfezione industriale e restituisce un “mood” domestico, fatto di sfumature sottili e di una qualità tattile che invita al contatto.
Cambiare funzione senza perdere identità
Trasformare Primo in madia non significa snaturarlo. Il progetto conserva le linee essenziali e la versatilità che ne caratterizzano l’idea originale: la modularità resta il suo punto di forza, mentre il nuovo abito in legno e MDF lo rende adatto anche a contesti residenziali o a spazi professionali dall’atmosfera più accogliente. È un esempio di come un buon progetto possa evolvere senza tradire se stesso, passando dall’ufficio alla casa con naturalezza grazie a un cambio di materiali e di carattere, non di impostazione.


