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Luce, paesaggio e architettura: come Resstende ha dato forma alla schermatura solare de L’Orto Rampante

Luce, paesaggio e architettura: come Resstende ha dato forma alla schermatura solare de L’Orto Rampante
Ottobre 8, 2026
Ci sono luoghi in cui costruire significa prima di tutto comprendere il paesaggio. Le terrazze coltivate della Liguria sono il frutto di un equilibrio secolare tra natura e lavoro dell’uomo: una geografia fragile, modellata dalla pietra, in cui ogni nuovo intervento deve fare i conti con ciò che esiste già.
Da questa stessa relazione con il territorio nasce L’Orto Rampante, il progetto dello studio Renzo Piano Building Workshop sulle colline di Alassio, pensato per restituire continuità a un paesaggio agricolo rimasto a lungo in stato di abbandono. Il nome è un omaggio a Il Barone Rampante di Italo Calvino. Il progetto recupera i terreni attorno a Villa Levi e amplia il complesso di Villa della Pergola con un sistema di serre dedicate a ospitalità, produzione agricola, cultura e didattica. Sono architetture leggere, che non occupano il paesaggio ma ne seguono la logica costruttiva, reinterpretando il disegno storico dei terrazzamenti liguri e dialogando di continuo con vegetazione, luce e mare.
In un progetto fondato su questo equilibrio, anche la schermatura solare doveva diventare parte integrante dell’edificio. Da qui è partito il lavoro di Resstende, sviluppato insieme agli architetti di RPBW in un percorso di progettazione condivisa. La prima fase ha riguardato le serre dedicate all’ospitalità: l’azienda ha progettato, fornito e installato le schermature solari esterne e i sistemi frangisole, e oggi è in corso la posa di quelle interne. Il lavoro proseguirà nel 2027 con la serra della ristorazione, lo Spazio Levi e l’area didattica.
Rossella Gerosa, Project Manager di Resstende, racconta così l’esperienza: «Lavorare su un progetto come L’Orto Rampante significa confrontarsi con un’architettura in cui ogni dettaglio ha una funzione precisa. Insieme al team di RPBW abbiamo progettato ogni componente del sistema di schermatura come parte dell’edificio, dalle staffe in acciaio inox ai sistemi di fissaggio, fino ai fondali custom. Ogni scelta nasceva dall’esigenza di garantire prestazioni tecniche elevate senza compromettere la pulizia dell’architettura».
La personalizzazione ha coinvolto l’intero sistema costruttivo, non solo le dimensioni delle tende. Ogni componente è stato sviluppato su misura per dialogare con la struttura vetrata delle serre, in continuità formale e materica con il progetto, così che il sistema schermante diventasse un elemento pienamente integrato nell’architettura.
Anche il cantiere ha richiesto un’organizzazione fuori dall’ordinario. Le serre sorgono lungo terrazzamenti con forti pendenze e accessi limitati: i componenti sono stati portati con piccoli mezzi fino ai punti di raccolta e poi sollevati con la gru alle diverse quote del complesso. Da lì in avanti la posa è proseguita a mano, in un lavoro di precisione in cui ogni dettaglio veniva verificato direttamente in opera. Come spiega ancora Rossella Gerosa, la fase di posa è stata determinante: la struttura non lasciava margini di approssimazione e ogni soluzione è stata controllata in cantiere insieme ai progettisti. Il coordinamento costante tra tutte le figure coinvolte è servito a mantenere la coerenza tra il progetto e il risultato finale.
Sul piano tecnico, la prima fase ha previsto quindici sistemi a rullo motorizzati Boston 110, nove sulle pareti laterali e sei sulla parete frontale, oltre a un sistema a rullo custom Dallas installato sull’anta apribile laterale. Tutti i sistemi sono stati realizzati su misura, con staffe in acciaio inox dedicate, saldate direttamente alla struttura vetrata e rifinite in RAL 9006 sablé con trattamento Seaside, pensato per gli ambienti più esposti al clima marino. Le schermature sono completate da fondali custom e da motorizzazioni integrate; il sistema dell’anta apribile funziona con un motore a batteria alimentato da un pannello fotovoltaico.
Per tutte le schermature esterne è stato scelto il tessuto tecnico Soltis Harmony 88 nella colorazione Alu, che controlla l’irraggiamento solare, migliora il comfort visivo e distribuisce in modo equilibrato la luce naturale, senza rinunciare alla trasparenza verso il paesaggio.
Con L’Orto Rampante, Resstende conferma l’approccio che da sempre guida il suo modo di progettare: la schermatura solare non come elemento accessorio, ma come componente architettonica, capace di contribuire alle prestazioni ambientali dell’edificio e di dialogare con struttura, materiali e luce. In un progetto dove architettura, paesaggio e innovazione tecnologica convivono in un equilibrio delicato, anche il sistema schermante entra a far parte del racconto progettuale. Perché ogni progetto nasce da un dialogo tra chi immagina l’architettura, chi la rende costruibile e chi sviluppa le tecnologie capaci di accompagnarla nel tempo.
Resstende è un’azienda italiana leader nella protezione solare, nata nel 1975 e specializzata in tende tecniche avvolgibili apprezzate da progettisti e architetti di fama internazionale. Dalla prima serie di sistemi oscuranti e filtranti a proprio marchio, nel 1980, ha costruito una storia di ricerca, qualità e tecnologia che oggi conta oltre mille varianti di prodotto e un’esportazione in più di trenta paesi, con sede produttiva ad Arcore.
Foto di Andrea Ferreccio


