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Una casa “brutalista” in Versilia, con Tubone di Antrax IT

PTS_A Alessandra Bartali MR © Diego Laurino Architectural Photographer (7)

Una casa “brutalista” in Versilia, con Tubone di Antrax IT

Settembre 24, 2026

 

In un’ex fabbrica, uno spazio residenziale dove il cemento gettato in opera e lo stile industriale diventano matrici di progetto. A firma dell’architetto Alessandra Bartali, che ha scelto il radiatore Tubone nella versione orizzontale.

Due sono le chiavi di lettura del progetto PTS_A, intervento residenziale nel cuore della Versilia, a cura dell’architetto Alessandra Bartali: una è il recupero e la trasformazione di un ex fabbricato industriale, una volta attivo come oleificio e successivamente come atelier di sculture; l’altra, invece, riguarda la scelta di fare del cemento il materiale, per eccellenza, di un racconto personale dell’abitare contemporaneo. Una piccola ciminiera in mattoni, davanti all’edificio, risuona come il manifesto tangibile dell’approccio seguito, nell’intento di preservare ed evolvere, senza operare rotture. È un omaggio al passato, al trascorso di quel laboratorio di Capezzano Pianore – comune in provincia di Lucca tra Marina di Pietrasanta e Lido di Camaiore – ma è anche un tributo a una nuova dimensione d’uso, per la quale offre un forno a legna, dove poter cuocere le pizze nell’area privata esterna, antistante la casa. 100 mq di patio, dove un camminamento in cemento – posto al centro tra una vasca rettangolare di ghiaia e un dehor in legno con tavolo -, esplicita perfettamente la matrice stilistica degli interni.

Varcando la grande porta di ingresso, un’apertura in vetro ritmata dai tradizionali montanti neri di rimando industriale, si viene proiettati in ambienti ampi, con soffitti di 8,5 metri e vetrate a nastro, nella parte superiore delle pareti. La pavimentazione è continua, senza interruzioni: in resina cemento, senza fughe o interruzioni, diventa una superficie neutra sulla quale si innestano pareti e si articolano le zone della casa, tra living e notte. Anche per gli arredi, domina il cemento, gettato in opera: come il tavolo, su disegno della stessa progettista; o il divano, con base a L modellata con cassaforme e strutture interne in acciaio, sul quale sono organizzate cuscinature rivestite in velluto a coste marrone. O il coffee table, un cubo massello dello stesso materiale nel quale è incastrato un piano in legno per poter poggiare le gambe. Mensole continue a parete e vasi proseguono con il cemento lavorato in cantiere, mentre la pelle cashmere nuage in tonalità griglia della dormeuse, che anticipa il soggiorno, traduce in una tattilità diversa, più morbida e setosa, la ruvidità del cosiddetto ‘beton’. Anche il top cucina è in cemento armato, così come la lunga trave diagonale preesistente a soffitto, che viene mantenuta e integrata.

I nuovi divisori costruiti sono in vetrocemento, per assicurare luminosità: la loro trama regolare offre un motivo decorativo nel pieno stile definito da Alessandra Bartali su richiesta del committente, interessato ‘a una casa brutalista’. Si articolano nello spazio come quinte scenografiche, e disegnano anche porzioni del soppalco, sorretto grazie a strutture metalliche nere e arricchito da setti e scale in legno, a contrasto con la monocromia dell’ambiente. L’illuminazione è tecnica e alcuni neon disegnano delle vere e proprie opere d’arte a parete, rafforzando quella forte impronta industriale individuata come fulcro narrativo. Anche il radiatore modello Tubone di Antrax IT asseconda con la sua estetica l’obiettivo progettuale: con la sua sezione di 6 cm, che porta l’idea del tubo ad una macro scala, e la sua forma ad anello allungato è un oggetto dal fascino tecnico, un componente che sembra provenire dal mondo idraulico. In colore nero, è inserito nella sua versione orizzontale, a pavimento, con attacchi a vista che ne amplificano l’effetto ‘industrial’, dato anche dai due elementi accoppiati per garantire il necessario comfort termico. Tubone – modello con una storia di oltre vent’anni disegnato da Andrea Crosetta e Menzione d’Onore al Compasso d’Oro ADI – si staglia contro i muri di vetrocemento, diventando una scultura plastica in acciaio al carbonio 100% riciclabile. Arreda e riscalda le aree di servizio e l’ampia zona bagno, dove ritorna con la stessa configurazione, cromia e lunghezza di 170 cm.

La vasca è scavata nel cemento armato, il blocco lavabi è un volume rettangolare, sempre lavorato in opera. Dettagli, superfici, accessori, elementi strutturali non sono parti separate, indipendenti, ma soluzioni armonizzate, in continuità diretta tra loro, solidali nel costruire una vera e propria lettera d’intenti, un’architettura chiamata PST_A.

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