Maurizio Danese- presidente Aefi

Luglio 14, 2026

Le fiere italiane stanno cambiando marcia. Digitale, innovazione e apertura ai mercati esteri sono le parole d’ordine di un settore che, numeri alla mano, sta accelerando su più fronti contemporaneamente. Lo racconta la survey Aefi-Prometeia, condotta su un campione di 35 quartieri fieristici e organizzatori associati, che fotografa strategie e investimenti in corso nel comparto.

Il dato più interessante riguarda la trasversalità degli sforzi: nel 2025 quasi due terzi degli operatori hanno investito su almeno due aree diverse, mentre solo un terzo si è concentrato su un’unica priorità. In cima alla lista c’è la digitalizzazione, che ha conquistato il 63% degli associati Aefi, un balzo enorme se si pensa che l’anno precedente si fermava al 15%. Segue lo sviluppo di nuovi format fieristici, indicato dal 49% del campione, mentre a pari merito, con il 46%, troviamo gli investimenti sull’internazionalizzazione delle manifestazioni e le attività di promozione all’estero e incoming. Non manca l’attenzione alla sostenibilità ambientale, su cui ha puntato il 43% degli operatori, e all’accessibilità degli eventi, migliorata dal 20% del campione.

Sul fronte degli incentivi, invece, il quadro è più cauto. Solo il 54% degli operatori si è espresso chiaramente sull’uso (o mancato uso) di strumenti di sostegno agli investimenti: tra questi, il 26% dichiara di non aver ricevuto alcun contributo, una quota simile ne ha utilizzato uno o due, mentre chi ha attinto a più di due misure agevolative resta una minoranza, appena il 3%. Quando si tratta di scegliere, però, la preferenza va nettamente agli incentivi per l’internazionalizzazione: metà degli operatori cita i contributi Ice per attività promozionali e programmi di incoming, e altrettanti si affidano ai fondi regionali per rafforzare la presenza internazionale delle manifestazioni e attrarre buyer esteri.

“Le fiere stanno investendo in modo sempre più integrato su innovazione, servizi e apertura ai mercati internazionali. È una trasformazione necessaria per rafforzare la competitività delle manifestazioni italiane e accompagnare le imprese nei percorsi di crescita all’estero. In questo quadro, l’Africa rappresenta una delle aree a maggiore potenziale per lo sviluppo del nostro sistema”, spiega Maurizio Danese, presidente di Aefi.

Ed è proprio sull’Africa che si concentra la novità più significativa. Prende forma “Aefi for Africa”, il programma nato nell’ambito della Commissione internazionalizzazione dell’associazione, presieduta da Pietro Piccinetti, e approvato dall’assemblea nel gennaio 2025. Il progetto è aperto a tutti gli operatori del sistema fieristico e si muove all’interno del “Piano Mattei per l’Africa”, in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e con il ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il primo tassello concreto arriva da Italian Exhibition Group (IEG), che ha presentato una proposta per costruire una piattaforma stabile di presenza nel continente africano, basata su partnership istituzionali e operative con soggetti locali. Dopo un lavoro di scouting nei principali Paesi dell’area subsahariana, il Kenya è emerso come la destinazione più promettente per il primo partenariato fieristico strutturato tra Italia e Africa. Non è una scelta casuale: il Paese conta oltre 54 milioni di abitanti, un Pil che supera i 110 miliardi di dollari e una crescita prevista intorno al 5% annuo, posizionandosi come uno dei motori economici dell’Africa orientale, area che nel complesso supera i 300 milioni di abitanti e vanta alcuni dei tassi di crescita più alti del continente. Nairobi, individuata come possibile sede del progetto, è già oggi uno dei principali hub logistici e finanziari della regione.

Una volta completata la fase di strutturazione e definita la governance, la piattaforma sarà messa a disposizione di organizzatori e operatori fieristici italiani interessati a sviluppare manifestazioni, eventi e attività di business nell’area. L’obiettivo è farne uno strumento condiviso per l’espansione del Made in Italy nei mercati africani.

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