L’appuntamento con la Fashion Week milanese ha permesse di ricercare punti di contatto tra moda, arte e decorazione. I risultati sono sorprendenti.

Atmosfera glamour, sfilate di bellissime modelle, collezioni piene di fascino e tecnica. La Fashion Week è tutto questo, ma anche molto di più. È sempre più evidente infatti che la globalizzazione e la ricerca di uno stile personale abbracciano sempre di più i due mondi (moda e design), e che le influenze e le “ispirazioni” nascano proprio da un mix di diversi elementi, alcuni sviluppati verso la decorazione di interni, altri verso moda, costume e fashion in senso ampio.

In Allestire Deco Lab abbiamo ospitato uno dei grandi eventi legati alla Fashion Week, Coontemporary Mood, e subito è stato evidente come questi due mondi in realtà tanto distanti non sono l’uno dall’altro, anzi cercano sempre di più punti di contatto, di confronto, di sintesi. Ma oltre a questo, visto che non ci facciamo mancare nulla, abbiamo pensato di inserire anche una terza variabile, l’arte (di cui parliamo diffusamente in copertina). La musa che simboleggia la creatività, il talento, ma anche la tecnica e l’originalità, che non trova commistioni con il mondo materiale ma lo influenza, trasporta il bello nella quotidianità, crea riferimenti di stile e riproduce la società. Siamo nell’era del digitale, e anche l’arte approccia nuove forme di espressione, ricerca nuovi linguaggi, si apre a una nuova capacità di relazionarsi con il pubblico. Perché allora non può essere un elemento per cerare ambienti e uno stile dell’abitare, dove il bello non è esposto ma vissuto, dove i palcoscenici non sono le gallerie e i musei ma le nostre case, negozi, uffici? La risposta è stata una installazione particolare, che ha visto protagonista una delle artiste più interessanti della nuova generazione, ma anche un gruppo di aziende che il digitale lo usano per stampare, tagliare, plasmare la materia.

La moda incontra il design

Ma torniamo al punto di partenza: moda e design. Veramente questi due mondi dialogano, si contaminano, si influenzano? Quali prospettive per il futuro apre il digitale (inteso come tecnologie per la decorazione) anche nel mondo della moda? E come questa può condizionare gli stili e i trend dell’abitare? Domande che abbiamo rivolto ad alcuni dei protagonisti di Coontemporarymood, brand del mondo della moda, degli accessori, che ci hanno dato la loro visione personale su questo aspetto.

 

Gaetano Tripoli, WeWow.
Fashion e interior design hanno sicuramente molti punti di contatto, sia a livello concettuale che di prodotto. Sono due mondi che trovano un collegamento partendo dalla tipologia dei tessuti, e nel nostro caso specifico, anche di cosa contengono. Nel tessile casa ad esempio inseriamo petali, fiori, elementi diversi che offrono un elevatissimo grado di personalizzazione.

Riusciamo a dare tridimensionalità al tessuto inserendo elementi nuovi, originali, e questo già rappresenta un primo punto di personalizzazione. Si tratta di prodotti artigianali, tessuti adatti a decorare a 360 gradi tutte le esigenze del cliente, dal capo di abbigliamento esclusivo alla realizzazione di tendaggi, cuscini, accessori. Nei nostri tessuti utilizziamo materiali pregiati, come la seta, e inseriamo elementi come fiori veri, foglie d’oro, che creano un elemento diverso che giocando sulle trasparenze si animano e offrono una visione sempre diversa del capo realizzato.

Usiamo anche il digitale, soprattutto per la stampa, sempre di alta qualità e alta resa cromatica, e credo che in futuro la tecnologia sarà sempre di più un aiuto fondamentale per aziende come la nostra, un supporto per una qualità artigianale e per la creazione di capi sempre più personali e personalizzabili.

 

Aura Furia, Camurria by Aura.
La cultura siciliana è presente in modo determinante nelle nostre creazioni di borse e accessori, come la continua ricerca sul prodotto e sui materiali. Mi piace sperimentare, analizzare le nuove possibilità, come ad esempio il digitale per la stampa o il taglio. Nell’area tecnica Decor Lab ho potuto confrontarmi con alcuni operatori del digitale (Battaglino, Progettiforme, The ColorSoup, Indigital, ndr), e penso

che le loro tecnologie potrebbero essere un valido supporto nella definizione di nuovi progetti, perché mi permettono comunque di utilizzare materiali diversi sempre nel segno della tradizione siciliana.

I miei soggetti sono molto grafici, come la bambolina che rappresenta un po’ l’icona delle mie creazioni, e dunque si prestano molto bene a un concetto di decorazione che va oltre la fashion, ma diventa un decoro che potrebbe essere utilizzato su oggetti ed elementi per la creazione di arredi e complementi, per creare un’idea più personale del modo di intendere la propria vita, che si tratti di una casa o di una borsa. La progettazione di una collezione non nasce mai per caso, ma dall’attenta osservazione della realtà che ci circonda, e gli imput arrivano dal mondo della moda come da quello dell’arredamento. Poi chiaramente sta a noi creativi trasformare questi stimoli in qualcosa di personale e unico.

 

Elena Di Raimondo, EDR Lab.
Il mio è un brand molto giovane e giovanile. La personalizzazione è un elemento molto presente nelle mie creazioni: tutto nasce da un progetto che nasce dalla stampa, dalla ricerca di soggetti particolari che derivano da diverse fonti di ispirazione, che seleziono e poi riproduco attraverso la stampa sui materiali che utilizzo. La nuova collezione si ispira a una ricerca sul Rinascimento, traendone stilemi e icone, trasformandole in una chiave più contemporanea, quasi fumettistica, in cui si inseriscono anche elementi di ispirazione orientale. Il tutto naturalmente declinato su colori e nuances di tendenza, le stesse che poi ritroviamo anche nel mondo del design e dell’arredamento, perché il gusto e lo stile non sono limitate alla moda o all’arredamento, ma abbracciano entrambi i mondi, creano contesti personali. Per questo le mie creazioni non nascono a tavolino, ma dal confronto con il cliente, che contribuisce alla progettazione della sua borsa, perché ogni oggetto che usiamo deve essere emozionale, personale, raccontare una storia.

 

Klaudia Cota, Goi Primo GMG.
L’ispirazione di GMG nasce da pezzi vintage, che raccontano una storia, un passato, che vengono poi riutilizzati e reinterpretati in chiave più attuale. I nostri accessori sono sempre realizzati artigianalmente, perché nascono dal recupero di materiali e oggetti già esistenti, e vengono realizzati su richieste specifiche della nostra clientela. Non seguiamo la moda, nel senso che le nostre collezioni sono il frutto di una nostra ricerca e reinterpretazione del passato: per questo non seguiamo una tendenza precisa, ma offriamo una nostra visione del gioiello e dell’accessorio, al di fuori dei trend del momento.

Non usiamo supporti digitali, anche perché, come dicevo, i nostri prodotti riutilizzano elementi esistenti, riplasmati e ricombinati per offrire qualcosa che unisca il sapore del passato a una visione più moderna.

 

Fabio Cotti Zelati, French Connection.
Il brand è trasversale, veste la donna h24, quindi con capi per ogni evento e momento della vita di una donna. Segue i trend, ma li interpreta in modo personale. Chiaramente colori e stili sono gli stessi che ritroviamo nelle tendenze generali, che non riguardano però solo la moda ma anche il design e la decorazione di interni.

Abbiamo un ufficio stile che analizza varie suggestioni e proposte che arrivano da tutto il mondo, seleziona quelle che ritiene più adatte alle nostre collezioni ed elabora quindi una linea personale molto global e cosmopolita. Non usiamo tecnologie digitali, se non nella creazione a computer dei diversi soggetti e bozzetti.

Il nostro stile potrebbe trovare facilmente applicazione anche nella decorazione di interni, e la nostra clientela è abituata a chiederci di poter “vestire” anche i propri luoghi di vista con i nostri soggetti. Per questo French Collection ha una propria divisione Home che si occupa di trasferire in ambito biancheria e arredamento alcuni soggetti delle collezioni fashion. Non diamo un servizio di personalizzazione on-demand, perché le dimensioni dell’azienda e la sua presenza capillare in tutto il mondo non ci permettono di poter servire le singole richieste di modifica. Ma le nostre proposte sono talmente ampie che ognuno può ritrovare il proprio stile e il proprio gusto.

 

Leonardo Room

Una nuova installazione in Allestire Decor Lab per la settima del design milanese con layout coordinato

In occasione della Milano Design Week (17-22 aprile), Allestire Decor Lab proporrà una nuova installazione intitolata Leonardo Room: una suite d’albergo in cui mostrare le varie possibilità di decoro coordinato, basata su un’opera originale dell’artista Giuseppe Didio e che vede coinvolte aziende specializzate nel mondo della decorazione, della personalizzazione e del design. L’obiettivo è proprio quello di ricreare un ambiente reale in cui i diversi elementi e componenti sono coordinate con un design univoco, basato sull’opera di partenza (Leonardo in Milan) e declinato e adattato ai diversi materiali, oggetti e componenti dell’allestimento.

Ne emerge un ambiente unico, di personalità, dove il fil rouge diventa Leonardo, Milano e una scelta cromatica univoca e continuativa su tutte le superfici e gli arredi proposti.

Un’area demo che sarà uno dei punti focali dell’esposizione di tutto lo spazio Allestire Deco Lab, e che verrà anche la presenza di un’esposizione di oggetti e arredi di design organizzata da Coontemporary Mood. Per questo il titolo scelto per il fuori salone è Mood Lab, un nome che riunisce le due identità di tendenza e ricerca, di design e decorazione, di innovazione e personalizzazione. Una dicotomia che vedrà un nuovo format espositivo, studiato per l’occasione del fuorisalone milanese, ma che continuerà anche nei mesi successivi, proponendo un costante e continuo rinnovo di oggetti, soluzioni e applicazioni. In questo senso la Leonardo Room sarà un elemento che permetterà alle aziende espositrici di potersi confrontare con il tema della coordinazione, mettendo in evidenza ognuno le sue peculiarità e competenze, ma inserendole in un progetto unico e comune, in cui partnership e scelte condivise saranno l’elemento portante dell’installazione. Una dimostrazione pratica di come un progettista, un decoratore o un artista, possa dunque proporre un’idea decorativa originale e declinarla e applicarla ai diversi media e superfici a disposizione, contando su veri specialisti e partner qualificati.

Appuntamento dunque a Mood Lab, via Tortona 31, Milano, dal 17 al 22 aprile, nel cuore del Fuorisalone milanese.

decorlab.it

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