Il gigante Amazon ha iniziato a proporre prodotti con servizi di personalizzazione. Sarà un canale da sfruttare per il nostro settore?

Non era un segreto che Amazon tentasse di ampliare un segmento del suo portafoglio online con prodotti personalizzabili. I primi test sono stati fatti nel 2015 sul portale USA e da settembre 2017 sono stati lanciati i primi prodotti con personalizzazione anche sul portale tedesco.
Sembrava un test ma dalle cifre si capisce che il gioco potrebbe farsi serio: in una prima fase erano 400.000 prodotti, raggiungendo oggi quasi 1.000.000 di proposte che rientrano nella classica fascia della personalizzazione di massa (mass-costumization).

I prodotti
Sul portale tedesco Amazon.de troviamo coperte e cuscini con ricamo del nome del bimbo, Biro con incisione del nome aziendale, portachiavi in legno, pelle o Plexiglas con incisione, calici di birra, tazze e tazzine fino ad arrivare ai prodotti più classici del nostro settore della stampa che sono ancora pochi. Troviamo biglietti da visita (Printerland, Vistaprint, Printiamo), t-shirt con logo e scritte (GBcommerce, Gigio Store), cartoline d’augurio con stampa e incisione (Toy Zany, Myshirt123).
Altri prodotti vengono proposti da aziende come Gedshop, Pubblicarrello, Printplanet, Danato, Shirtinator che hanno colto questa opportunità sfruttando Amazon come canale di vendita riuscendo a proporsi a un pubblico di ampiezza senza precedenti. Ed è fondamentalmente questo uno dei vantaggi più grossi e soprattutto immediati.

 

Chance o pericolo
Il digitale – sia a livello di produzione che a livello di distribuzione e vendita – pone nuove chance e nuove sfide. Non avrei tanti dubbi a cogliere l’occasione per proporre un prodotto personalizzato anche sul canale Amazon. Certo che si deve trattare di un prodotto con altissimo grado di standardizzazione realizzato in un ciclo produttivo automatizzato e ottimizzato ai massimi livelli perché sarà per forza di cose sempre sottoposto alla lotta al centesimo. Ma … ci sono i numeri! Ci sono?
I consumi si spostano dalle catene tradizionali con negozi fisici a retailer online. Amazon, il più grande e-retailer al mondo, nel 2016 è entrato nella Top 10 dei distributori mondiali (scalzando i tedeschi di Metro) con un fatturato 2015 di 79,3 miliardi di dollari con un incremento annuale del oltre 13%. Amazon ha il fiato sul collo del gigante britannico Tesco (81) e tallona a sua volta il discounter tedesco Aldi (82 miliardi) e la blasonatissima francese Carrefour (84,8 miliardi). Quindi risposta alla domanda: Si, i numeri ci sono! Ma, il ‘ma’ c’é sempre: nel secondo trimestre del 2017, Amazon ha registrato 197 milioni di dollari di utili, che rappresentano un calo del 77% rispetto a 857 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. I profitti per azione sono passati a 40 centesimi da 1,78 dollari in un anno. C’é inoltre da dire che i guadagni – questo vale per tutti i colossi in questo segmento di massa – sono molto, ma molto piccoli rispetto al fatturato avendo una redditività del 0,22%. È come vedere una PMI con un fatturato di 250.000 Euro con un utile di 550 Euro. Vediamola positiva: sempre meglio di una perdita!
Ovviamente è compito di ogni azienda salvaguardare la propria crescita e il mantenimento delle quote di mercato. Sarà questo anche l’obiettivo di Amazon tentando di ampliare il proprio portafoglio. Chissà se l’hanno vista lunga quelli di Amazon individuando la personalizzazione di massa come mercato di grandi potenzialità!?
Per piccoli stampatori o new entry nel mercato della personalizzazione di massa è una opportunità riuscendo a entrare sul mercato senza disporre di un proprio sito di e-commerce. Certo é il fatto che una potenza come Amazon ha le carte in regola per stravolgere anche questo mercato come lo ha fatto in precedenza con fotolibri e fotoquadri. Non è detto che sia questo il suo obiettivo ma bisogna rendersi conto che chi aderisce a un programma di questo tipo contribuisce per fare accrescere il know-how di un colosso. E di conseguenza potrebbe essere realistico il pensiero che Amazon ha le potenzialità per diventare player in prima linea per prodotti con personalizzazione se si evolve come business di interesse.

 

Intanto iniziamo
Al momento il programma Custom si limita al mercato Tedesco. Sicuramente a breve si aprirà al mercato europeo e di conseguenza anche a quello italiano. I prerequisiti per un’azienda che volesse proporre i propri prodotti personalizzati sono un account professionale (iscrizione al Piano Pro con un limite minimo di 40 vendite mensili al costo mensile di 39 Euro) e deve disporre di un proprio processo di spedizione perché il servizio FBO non è ancora previsto da parte di Amazon.
I costi per i prodotti custom fanno riferimento alle commissioni di categoria previsti per i prodotti normali rientrando nel piano di commissioni del 12%.
Amazon Custom al momento non è disponibile per proporre vini e prodotti editoriali oltre ad essere ammessi solo prodotti nuovi e non usati.
Prima bisogna registrarsi per richiedere l’ammissione da parte del Seller Central. I tempi di ammissione sono brevi e indicati da Amazon con 1 ora. Una volta attivato il conto Amazon Custom si possono pubblicare i prodotti ed impostare i vari livelli tecnici oltre ai parametri di personalizzazione.
Un’azienda deve creare la pagina del prodotto seguendo le direttive di Amazon e aggiungendo le possibilità di personalizzazione tramite i diversi template. Sono tre le opzioni di configurazione messe a disposizione da Amazon Seller Central: adattamento del testo – con scelta dalla font, colore e digitando il testo desiderato – adattamento dell’immagine – utilizzando immagini dal proprio archivio personale anche in combinazione di un testo integrato – e infine la classica configurazione del prodotto con misura, materiale, forma ecc…

 

Conclusione
Ovviamente i grandi player del web-to-print guarderanno con attenzione lo sviluppo di questo segmento del mercato Amazon. Per i big di questo settore significa rafforzare ulteriormente le attività SEO sul web avendo dall’altra parte il colosso Amazon – che sta entrando nel loro territorio – e che ci può solo insegnare come fare queste attività di SEO nel migliore dei modi.
Per i piccoli ad oggi è una chance per crescere. Ma indubbiamente si rischia di aiutare a fare crescere un altro big.

Hs/ki6

sellercentral.amazon.com

 

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