Servizio, qualità e flessibilità le armi a disposizione delle aziende del mondo delle coperture per superare le difficoltà, storiche, del mercato

Il settore delle coperture leggere è ormai un mercato maturo con problematiche legate principalmente alla frammentazione dell’offerta e un abbassamento della qualità media richiesta. Ci sono tuttavia spiragli per il prossimo futuro, basati su ricerca tecnologica, servizio e integrazione in architettura, che dovrebbero offrire alle aziende più strutturate e complete di poter trovare nicchie di mercato sempre più interessanti e premianti. Questo almeno quello che emerge da un piccolo sondaggio effettuato tra alcune delle aziende operanti in questo settore.

 

AllestireValutazione sul mercato italiano (andamento, raffronto con l’anno precedente e prospettiva per il 2017)

 

Carlo Giovanardi, F.lli Giovanardi – Il mercato non ha subito particolari variazioni ne in positivo ne in negativo. Certamente alcuni settori risultano arrivare ad uno stato di maturazione, come è per il gazebo, altri settori invece trainano il mercato verso l’innovazione. È il caso delle pergole bioclimatiche e del settore delle tendocoperture in alluminio per strutture di grandi dimensioni. Molto interessanti sono inoltre gli allestimenti particolari con i nostri profili Crystal per controsoffitti leggeri e drappeggi interni concentrandosi allo stesso tempo sulle rifiniture esterne per offrire un’immagine nuova e di design rispetto alla classica struttura a due falde.

 

Riccardo Canobbio, Canobbio Textile Enginee-ring – Il mercato italiano è caratterizzato da un instabilità generalizzata soprattutto se parliamo del settore dell’edilizia privata e pubblica. I nostri prodotti sono collegati a questo settore essendo utilizzati come accessori, come elementi architettonici e di leggerezza ed anche come elementi sostitutivi alle tradizionali costruzioni. Il 2015 ha giovato sicuramente di una forte spinta grazie all’Expo. Nel 2016 mancando l’Expo abbiamo cercato comunque di    servire una clientela di alto livello. L’obiettivo è di creare tensostrutture tecnologiche ed esteticamente impattanti anche quando la copertura è di tipo ‘tradizionale’ come per esempio le pensiline del parcheggio del punto vendita Carrefour di Massa Carrara. Inoltre il nostro orientamento a clienti e strutture qualitativamente alti ci ha permesso di evitare spiacevoli incidenti di percorso come mancati pagamenti e poca professionalità degli interlocutori continuando così a comunicare un’immagine dell’azienda di affidabilità e competenza. Nel 2017 continueremo a mantenere questo atteggiamento. Abbiamo già nel portafoglio ordini importanti. La novità è che stiamo utilizzando molto l’ETFE sia per coperture di spazi aperti sia per rivestimenti di facciate di edifici. Siamo quindi fiduciosi che, se anche la vera e propria ripresa stenta come sempre ad arrivare, continueremo ad occupare un ruolo primario sul mercato.

 

Eris Lunardi, Lunardi Tiziano s.r.l. – Il mercato italiano nel settore delle coperture leggere è stato anche nel 2016 un mercato stagnante, senza significative novità o spunti di crescita. Il 2017 rimane difficile da prevedere se continuerà a persistere la stessa situazione. Non lo dico per pessimismo, ma l’evidente instabilità politica (vedi referendum, cadute di governi, elezioni etc.) condiziona negativamente il settore. Nel caso delle coperture leggere esiste un rapporto diretto. Uno dei clienti principali del nostro mercato è composto dalla pubblica amministrazione, dagli enti locali e da associazioni comunque legate ai referenti pubblici. Per questi clienti la situazione politica porta ad un blocco netto degli investimenti che si ripercuote negativamente sul mercato.

 

Roberto Bruno, Tensotend Alpi – Il mercato da qualche anno non subisce variazioni di rilievo, sia in senso positivo sia negativo. Soprattutto in ambito noleggio siamo di fronte a un mercato maturo, e l’offerta purtroppo si è moltiplicata spesso a scapito della qualità e del servizio. Le aziende strutturate e qualificate non sono molte, e alcuni grandi lavori permettono a queste aziende di poter lavorare ancora con un minimo di marginalità e progettualità.

 

Roberto Rispoli,  Arca Strutture – L’anno 2016 è stato per Arca Strutture un anno positivo, soprattutto nel settore noleggio, con eventi speciali. Per l’anno 2017 si prospetta un anno positivo, come 2016.

 

Allestire – Quali sono le tipologie di prodotto più richieste e per quali settori?

 

Carlo Giovanardi – I prodotti più richiesti nei vari settori di nostra competenza (protezione solare, industria, agricoltura,…) sono quei tessuti ad alta specializzazione con performance tecniche innovative rispetto a quelle in uso. Sono molto ricercati i prodotti con proprietà innovative grazie alla presenza della vernice PVDF che offre facilità nel pulire e gestire il tessuto nel lungo periodo. Inoltre sono molto richiesti i tessuti che agiscono a livello di prestazione energetica negli edifici favorendo il passaggio della luce ed offrendo un comfort termico per il risparmio energetico. Un esempio sono il Precontraint 402 di Serge Ferrari ed i prodotti con vernice Low E di Sioen.

 

Riccardo Canobbio – Non c’è effettivamente un prodotto ‘più richiesto’. Noi ci rivolgiamo a diversi settori come le coperture per i campi sportivi, le tensostrutture per circhi e spettacoli e le tensostrutture tradizionali. Tutti in qualche modo contribuiscono al fatturato e al successo dell’azienda. Quello che dicevo prima è che registriamo un aumento della richiesta di strutture in ETFE. Questo permette di esprimerci anche con materiali più pregiati meno convenzionali rispetto al comune PVC. Inoltre collaborando con diversi studi di architettura e ingegneria notiamo che la tendenza è sempre più quella di utilizzare le tensostrutture per aggiungere stile e bellezza alle costruzioni tradizionali già esistenti, mantenendo la vocazione storica dei nostri prodotti ovvero di copertura e protezione degli spazi aperti dagli eventi atmosferici.

 

Eris Lunardi – Abbiamo notato negli ultimi periodi un incremento di interesse nelle strutture di fascia medio / alta. La fascia media che potremmo definire semi-professionale è di giusto rapporto qualità prezzo. Verosimilmente una tipologia di acquisto che cerca contemporaneamente di ottimizzare il presente e di tutelarsi per il futuro. La fascia alta di mercato con strutture di pregio e finiture eleganti per i grandi eventi mantengono e aumentano le loro quote di mercato. In questa fascia i committenti vogliono lavorare con aziende flessibili a tutte le diverse esigenze organizzative e con prodotti di standard qualitativo elevato, cosa che la Lunardi Tiziano srl, da sempre, si impegna ad offrire ai propri clienti.

 

Roberto Bruno – I nostri settori di riferimento sono quelli degli eventi, delle esposizioni e delle manifestazioni espositive. In questi ambiti vengono richieste soprattutto tendocoperture e tensostrutture modulari, in grado di poter creare uno spazio espositivo ampio e facilmente organizzabile per le diverse tipologie di evento. In questo senso le nostre tendostrutture ad arco offrono un’ampia scelta di soluzioni, con luci fino a 40 metri e diverse tipologie di materiali di copertura e tamponamento laterali. Nelle tensostrutture invece il nostro modello Vela unisce design e funzionalità per coperture estremamente leggere come impatto visivo e perfettamente integrabili in contesti storici o naturalistici. In linea di principio le diverse strutture offrono il giusto mix tra fruibilità dello spazio ed aspetto, ma in questo momento direi che la vera differenza non consiste tanto nella tipologia della struttura quanto nel servizio che siamo in grado di fornire, un vero chiavi in mano che comprende tutte le attrezzature tecniche, l’allestimento e gli accessori.

 

Roberto Rispoli – Le tende più richieste sono quelle poligonali, adatte per grandi eventi.
Allestire – Cosa serve al settore per fare un ulteriore salto di qualità?

 

Carlo Giovanardi – Per quanto riguarda il settore tessile è molto importante che ci sia una maggiore definizione sulle norme di ignifugazione. Nonostante sia stata introdotta una normativa europea le vecchie norme persistono nell’uso quotidiano generando confusione. A mio avviso è necessario superare al più presto le interpretazioni locali che hanno un’influenza negativa sul lavoro di ogni giorno ed offrire invece informazioni univoche e di qualità sul mercato.

 

Riccardo Canobbio – Il settore come dicevo soffre ancora di una crisi economica generalizzata. E questo purtroppo è un elemento che penalizza chi come noi ha sempre puntato alla qualità ma che, come sappiamo bene tutti, ha un costo. Oltre saper vendere questa qualità occorre che i professionisti dell’architettura continuino a orientarsi e promuovere in edilizia le caratteristiche intrinseche dei nostri prodotti. Leggerezza affidabilità resistenza longevità versatilità e anche appunto economicità. Occorre conoscere il prodotto e i materiali tessili per far si che venga scelto dall’utente finale che ha sempre a disposizione soluzioni alternative come il vetro, l’alluminio etc. Per tale motivo siamo spesso presenti a workshop e convegni di architettura. E collaboriamo costantemente con il Politecnico di Milano. Per tornare all’aspetto finanziario invece, ci vuole un sistema bancario disponibile flessibile collaborativo e propositivo. Caratteristiche purtroppo che vedono i direttori di filiale privati del loro usuale potere per decidere su affidamenti prestiti e prodotti quali garanzie sulla buona esecuzione, lasciando la decisione a organi deliberanti che mai conoscono direttamente le realtà aziendali. Altro aspetto molto importante è il carico fiscale che oramai in Italia è qualcosa di insostenibile anche quando le aziende riescono a generare profitti.

 

Eris Lunardi – Direi una regolamentazione vera ed efficiente del settore. Esiste un normativa europea in materia che detta standard qualitativi e di sicurezza, applicata in tutti i paesi europei, ma spesso disattesa in Italia;  troppo restrittiva per alcune piccole realtà che ancora reggono le vecchie tradizioni (associazioni, proloco, ecc) e che si trovano a dover seguire un iter burocratico troppo rigido rispetto l’evento, oltremodo rigida e poco chiara nell’applicazione di norme riguardante strutture temporanee, che per normativa e certificazioni, tende ad equivalersi alle strutture fisse. Quindi per l’Italia manca ancora una diciamo “regola chiara” per tutti produttori, commercianti, ecc. di tendocoperture e strutture leggere in genere.

 

Roberto Bruno – Maggiore qualità e rispetto sicuramente. Internet ha aperto la possibilità di trovare il prodotto in modo semplice, ma non sempre il cliente riesce a comprendere da una pagina web la qualità della struttura e i servizi che l’azienda è veramente in grado di offrire. Soprattutto nel noleggio questo rappresenta un grosso problema, perchè il cliente spesso opera la scelta solo in funzione del prezzo, e chi si offre sul mercato senza una vera struttura produttiva riesce a contenere i costi di gestione e quindi a svalutare lo stesso prodotto che propone. E non vale solo per il committente privato, ma anche per i grandi lavori con gare di appalto, dove purtroppo ci sono sempre outsider che fanno offerte insostenibili per aziende strutturate. Se poi il capitolato venga o meno rispettato è un altro discorso, ma ormai la commessa spesso è stata affidata. Dal punto di vista tecnico non credo che nel prossimo futuro ci saranno novità sostanziali, quindi penso che i margini di miglioramento di cui il settore potrà godere saranno legate prevalentemente alla qualità dell’offerta e al servizio che le nostre aziende possono offrire. Un indicatore in questo senso sono le numerose certificazioni aziendali, di prodotto e la marcatura CE, che possono sicuramente offrire almeno un parametro reale di confronto e dare maggiore sicurezza e tranquillità al cliente. L’augurio è che questo tipo di parametri diventino un elemento discriminante, almeno per le gare pubbliche, e portino dunque a una maggiore qualificazione del settore a tutti i livelli.

 

Roberto Rispoli – Forse migliorare l’aspetto burocratico (permessi e autorizzazioni).

 

AllestireOsservazioni

 

Carlo Giovanardi – Nel nostro futuro la priorità è ragionare a livello di economia circolare assumendoci la responsabilità di ciò che immettiamo sul mercato e nell’ambiente. Continueremo a lavorare in partnership con Serge Ferrari nel recupero e nel riciclo degli scarti di lavorazione e dei tessuti dismessi per offrire attraverso il Texyloop nuova vita e minore impatto ambientale del prodotto tessile. Il nostro impegno si estende a livello sociale e di ricerca continua per lo sviluppo di nuove tecnologie più sostenibili.

 

Riccardo Canobbio – Credo che il punto di forza di un’azienda, a qualsiasi settore appartenga, sia quello di orientarsi sempre più ai mercati esteri. Trovando sicuramente maggiori opportunità di sviluppo di crescita ma soprattutto mercati più vivaci in evoluzione e clienti affidabili solvibili e sempre alla ricerca della qualità artigianale italiana. Questo aspetto della competitività è molto importante perché ci permette di credere ancora tanto nelle capacità delle persone che lavorano in Italia, con passione dedizione e storicità. Molte realtà produttive infatti si affidano alla manodopera a basso costo che offrono alcuni paesi in via di sviluppo. È comprensibile il vantaggio diretto anche e soprattutto abbattendo il forte carico fiscale sul lavoro a cui siamo costretti in Italia. Ma si perde a mio parere una visione a lunga scadenza delle strategie di business. Alle possibilità appunto di sviluppo del know how interno. Alla qualità dei prodotti. Contribuendo alla fine all’impoverimento quantitativo e qualitativo dell’economia italiana.

 

Eris Lunardi – Per il futuro vediamo molto bene le strutture poligonali, pensate per i grandi eventi e usi diversificati quali, magazzini, cantieri navali, ecc. dove misure e altezze non indifferenti creano soluzioni interessanti per aziende e noleggiatori. Offrono molta versatilità nonché un estetica migliore. Il mercato sta premiando con una buona crescita chi, come la Lunardi Tiziano srl , ha investito in questo settore.

 

Roberto Bruno – Un aspetto importante è quello della cultura di prodotto, che deve assolutamente migliorare soprattutto tra i clienti e i committenti. Comprendere i materiali, i servizi e il grande lavoro che è alla base della nostra attività è uno dei punti chiave per ridare dignità al settore, e solo con una continua formazione e informazione potremo operare naturalmente quella selezione verso la qualità che meritano le azienda più serie e qualificate. Non è un compito facile, anche perchè di fatto non abbiamo un quadro normativo preciso che ci può aiutare in questo senso, ma ogni piccolo passo in avanti in questo senso non può che essere valutato positivamente. Purtroppo manca tra di noi uno spirito cooperativo, tanto è vero che manca un’associazione di categoria, e anche i tentativi fatti in passato erano finalizzati a un solo scopo di ricerca.

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